Direttiva Green tra road map e sogno verde

27 Maggio 2024

Di Piero Pagliani Responsabile tecnico SCA Servizi Clima Ambiente

E’ finalmente arrivato l’accordo che permette l’emissione dell’Energy performance of building directive:

La Direttiva Case Green è un insieme di norme introdotte a livello europeo per promuovere interventi di riqualificazione e ristrutturazione degli immobili esistenti e per la costruzione di nuovi edifici ad alta efficienza energetica. Ecco alcuni punti chiave della direttiva:

  1. Edifici Nuovi: A partire dal 2030, gli edifici nuovi dovranno essere a emissioni zero. Per gli edifici di proprietà pubblica, la scadenza è fissata al 2028.
  2. Ristrutturazioni: L’obiettivo è ridurre il consumo energetico degli edifici esistenti. Almeno il 16% degli edifici pubblici con le peggiori prestazioni dovrà essere ristrutturato entro il 2030, e il 26% entro il 2033. Per le case private, si applicherà un obiettivo di riduzione del consumo energetico del 16% dal 2030 e del 20-22% entro il 2035. Questi interventi potrebbero includere l’installazione di cappotti termici, la sostituzione degli infissi, l’adozione di nuove caldaie a condensazione e l’uso di pannelli solari.
  3. Pannelli Solari: L’obbligo di installare pannelli solari riguarderà i nuovi edifici pubblici e sarà progressivo, dal 2026 al 2030. Inoltre, dovranno essere attuate strategie e politiche nazionali per dotare di impianti solari gli edifici residenziali.
  4. Caldaie a Gas: I Paesi avranno tempo fino al 2040 per eliminare le caldaie a combustibili fossili. Dal 2025, saranno aboliti tutti i sussidi per le caldaie autonome a combustibili fossili. Incentivi saranno previsti per incoraggiare il passaggio a sistemi di riscaldamento e raffreddamento alimentati da energie rinnovabili.
  5. Flessibilità: Le misure di ristrutturazione adottate dal 2020 saranno conteggiate ai fini dell’obiettivo di efficienza.
  6. Esenzioni: Gli edifici storici e agricoli, le chiese, i luoghi di culto, gli immobili a uso militare e quelli utilizzati solo temporaneamente potranno essere esentati.
  7. Entrata in Vigore: L’accordo dovrà ora essere confermato dai governi nazionali e poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale, entrando in vigore venti giorni più tardi.
  8. Investimenti: La Commissione europea stima che entro il 2030 saranno necessari 275 miliardi di euro di investimenti annui per la svolta energetica del parco immobiliare, ovvero 152 miliardi di euro di investimenti all’anno in più rispetto alle risorse attuali

L’approccio usato per questa direttiva, che è che una road map da qui al 2040, è quello del progressivo efficientamento energetico, misurabile da cronoprogramma, facendo leva soprattutto sullo sviluppo tecnologico, che permetterà sempre di più di efficientare e ricorrere alle fonti rinnovabili fino a raggiungimento della neutralità climatica.

Da più parti però si fa notare l’impossibilità dell’utilizzo dispiegato di tecnologie green. La lentezza dell’adeguamento delle infrastrutture, come ad esempio quello delle reti elettriche nei centri storici delle grandi città europee è uno degli ostacoli. L’altro grande ostacolo è che l’abbandono o meglio, la marginalizzazione dell’uso delle tecnologie a fonti fossili (come, ad esempio, le caldaie a gas) in favore di tecnologie ‘full electric’, che però strati preponderanti della popolazione non possono permettersi ai costi enrgetici attuali, in mancanza di un approvvigionamento garantito da fonti rinnovabili. E’ vero che i Paesi Ue avranno tempo fino al 2040 per dire addio alle caldaie a gas, ma già a partire dal 2025 non saranno più ammesse agevolazioni fiscali per gli impianti tradizionali, ma solo per gli ibridi, ovvero quelli che associano alla caldaia a gas una pompa di calore.

 Il grande problema dell’applicazione della direttiva consiste quindi nelle spese da sostenere per adeguare il parco immobiliare esistente.

Quali sono i lavori di ristrutturazione da effettuare per essere a norma

Per migliorare la classe energetica di un edificio già esistente ed essere a norma, occorrerà effettuare una serie di interventi volti all’efficientamento energetico:

  • la realizzazione di un cappotto termico interno o esterno;
  • la sostituzione degli infissi;
  • l’installazione di una nuova caldaia a condensazione;
  • l’installazione di pannelli solari, che entro il 2027 dovranno coprire almeno 400 metri quadrati e dal 2030 saranno obbligatori.

Cosa accade a chi non si adegua alla direttiva green?

Per chi non si adegua, la direttiva UE nella sua prima versione prevedeva possibili sanzioni o limitazioni sulla possibilità di affittare o vendere casa, ma saranno i singoli Stati a decidere in modo autonomo le misure da adottare per chi non rispetta le normative e non migliora la classe energetica della propria abitazione.

Sicuramente il rischio maggiore sarà una svalutazione dell’immobile.

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